Otto banche e un referendum: i misteri di Renzi Town

Il nuovo mondo di Galatea

Io son venuta su a pane e Sherlock Holmes, ho masticato gialli di Agatha Christie come se fossero biscotti per la colazione, ho letto Van Dine, i vedovi di Asimov, tutte le indagini di Dupin del buon vecchio Edgar Allan. Ho digerito l’Uomo Ombra di Hammet, i Giusti di Wallace, non hanno segreti per me tutti gli enigmi di Ellery Queen, gli episodi della Signora in Giallo, il tenente Colombo con i suoi impermeabili ciancicati, persino le indagini di Borges.

Quindi su deduzioni e induzioni tirate da indizi labili e labilissimi attraverso arrampicate di cellule grigie lasciate libere di spaziare sono un’autorità.

Ma con tutta la buona volontà mi sfugge perché se io voto no ad un referendum costituzionale che abolisce (quasi ma manco del tutto) il Senato otto banche dovrebbero fallire secche.

A meno che i loro correntisti non siano solo senatori non riconfermabili, ecco.

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